Prime considerazioni sui reperti numismatici di San Michele alla Verruca

Monica Baldassarri

 

Le monete rinvenute nel corso delle indagini archeologiche condotte nel sito di S. Michele alla Verruca tra il 1997 e il 2001 ammontano a 57 esemplari di cronologia basso-medievale e di prima età moderna (seconda metà XIII-prima metà XVI secolo), eccezione fatta per un nominale della seconda metà del XVIII secolo
I pezzi di datazione più bassa sono stati utili per definire le dinamiche e la successione dei crolli delle parti strutturali della chiesa nel postmedioevo. Un quattrino emesso nel 1778 al nome del Granduca Leopoldo di Toscana ha costituito un elemento importante per determinare il periodo di collasso di uno dei perimetrali, attestando frequentazioni sporadiche (US 1002) sui resti dell’edificio oramai diruto per buona parte del Settecento. La presenza di una medaglietta devozionale di fine XVII secolo e di un quattrino per Ferdinando I Granduca di Toscana (1588-1608) con nominali del primo Cinquecento tra i crolli della copertura (US 1003, 1004, 1013) testimoniano, invece, che il suo cedimento è avvenuto progressivamente fino al pieno Seicento.
Per quanto riguarda le fasi di frequentazione vere e proprie, uno sguardo d'insieme alle cronologie ed alle zecche di emissione permette di confermare quanto conosciuto da altre fonti circa la storia del sito e del territorio pisano in generale. I nominali di Pisa e di Lucca sotto la signoria pisana prevalgono fino a tutto il XIV secolo (43% sul totale), per lasciare posto alle monete di Firenze (39%) e di Siena (9%), soprattutto nel periodo compreso tra la seconda metà del XV ed il primo quarto del XVI secolo, al momento dello stanziamento delle truppe fiorentine (1496).
continua...