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DIZIONARIO GEOGRAFICO FISICO STRICO DELLA TOSCANA

CONTENENTE LA DESCRIZIONE DI TUTTI I LUOGHI

DEL GRANDUCATO DUCATO DI LUCCA GARFAGNANA E LUNIGIANA

COMPILATO Da Emanuele Repetti

SOCIO ORDINARIO DELL'I. e R. ACCADEMIA DEI GEORGOFILI E

DI VARIE ALTRE

VOLUME PRIMO FIRENZE PRESSO L'AUTORE E EDITORE

COI TIPI DI A. TOFANI 1833

 

BUTI (Buiti Castrum) nel Val d’Arno inferiore. Terra popololatissima, già piccolo castello sul fianco orientale del Monte Pisano, con pieve antica (S. Giovanni Batista), nella Comunità Giurisdizione e 4 miglia toscane a settentrione di Vico Pisano, Diocesi e Compartimento di Pisa.
Giace Buti nel fondo di un angusto burrone, che Valle di Buti si appella, solcato dal precipitoso torrente di Rio Magno, fra le scoscese pendici dei contrafforti che dal Monte Pisano vanno a tuffare la loro base nel vicino padule di Bientina. La Terra di Buti è divisa in due porzioni: quella più alta dicesi il Castello, la più bassa è chiamata il Borgo. Da questo luogo, dove si fa notte innanzi sera, non si scuopre altro mondo che il suo vallone: e quello che si vede è tutto orrido, tutto bosco, tutte rupi vestite di pini, o di castagni o di ulivi, se si eccettui l’angusto suo grembo coperto di vigneti. Il clima è umido, freddo, soggetto a folte nebbie, ad istantanei cangiamenti meteorici, ed a frequenti temporali, donde avviene che danni immensi molte fiate ricevé la Terra di Buti dalle piene del Rio Magno.
Non ostante tutti questi svantaggi, l’attività del popolo agricola di Buti ha saputo rendere un tale soggiorno dilettevole, salubre e produttivo. Le migliaja di piante di ulivi che barbicano fra i scogli; la diligente cura con cui si allevano e si riduce in liquore il prezioso loro frutto, hanno reso celebre Buti qual Nizza della Toscana per la squisitezza dei suoi olj. Lo dice la crescente popolazione della sua Terra, nella quale non esistevano, nel 1551, più che 962 abitanti, mentre nel 1745 era aumentata sino a 1598, e nell’anno 1833 contava 3498 abitanti.
La storia di Buti principia a conoscersi col secolo XI. Vi acquistarono dominio sino da quella età i vescovi di Pisa, i quali, nel 1138, ottennero il diritto del Placito e del Fodro di Buti, dall’imperatore Corrado II, e nel 1178, da Federigo I, comecché sino da quella età vi esercitasse signoria la Repubblica di Pisa. La quale, nel 1284, destinò Buti per residenza di un giudice col titolo di Capitano, nel tempo che signoreggiava nel vicino castello di Cintoja la famiglia Upezzinghi. Intanto la fazione guelfa cacciava, e a vicenda era cacciata da Buti dalla fazione contraria con l’ajuto dei Lucchesi, i quali s’impadronirono più volte (1287, e 1289) del distretto di Buti, che nel 1312 fu rimesso in potere dei Pisani, mercé le forze di Arrigo VII. Nuovi guasti nel 1405 portò a questa contrada l’esercito fiorentino, nel tempo che assediava Vico Pisano; e nel 1436 fu corsa dalle compagnie di Piccinino.
Caduto in potere dei fiorentini Buti nel 1496, fu tolto loro dall’oste veneziana, che andò predando la contrada dai suoi Stradiotti. Riconquistato ben tosto Buti, restò costantemente sottomesso alla Signoria di Firenze.
La pieve di Buti aveva in origine 9 chiese succursali. 1 S. Michele al Castello; 2. S. Lorenzo di Cintoja; 3. S. Donato; 4. S. Martino; 5. S. Pietro di Farneta; 6. S. Jacopo e Cristofano; 7. S. Ippolito e Cassiano; 8. S. Maria di Panicale; 9. S. Giorgio.
Esiste inoltre nel piviere di Buti l’antico monastero di recluse di S. Andrea a Lupeta, detto tuttora la Badia – Vedere LUPETA. Da Buti ebbe nome e natali il dotto grammatico Francesco da Buti, che per ordine del Gambacorti commentando spiegò nello studio Pisano la Divina Commedia. – Vedere VICO PISANO.
Buti ha una popolazione di 3498 abitanti.