BREVI NOTE STORICHE SUL VICARIATO DI VICOPISANO


di Francesco Alunno



Non è questa la sede per ripercorrere analiticamente le vicende storielle che condussero in poco oltre un secolo il castello di Vico Pisano dalla egemonia pisana a quella fiorentina, per le quali si rinvia ad altre opere. È opportuno, comunque, ricordare brevemente di come, assediato dalle truppe fiorentine guidate da Maso degli Albizi sin dalla fine del 1405, il castello di Vico sarà conquistato soltanto dopo circa otto mesi di assedio nel luglio del 1406. Pochi giorni dopo la resa - il 27 luglio - i Dieci di Balia concessero la capitolazione agli abitanti di Vico Pisano, di San Giovanni alla Vena, di Cucigliana, di Lugnano e di Noce, osservando dunque la medesima impostazione politica già praticata nei confronti degli altri comuni del contado pisano caduti sotto l'egemonia fiorentina.
Conquistato il castello, fu deliberata la ristrutturazione delle opere difensive venute meno durante il lungo assedio, nonché l'edificazione di ulteriori manufatti in aggiunta a quelli in precedenza esistenti.
Ribellatesi a Firenze nel 1494, sull'esempio di Pisa, in occasione della venuta dell'Imperatore Carlo Vili, il castello di Vico fu posto nuovamente - e inutilmente - sotto assedio l'anno seguente da parte del duca d'Urbino Guidobaldo della Rovere, conquistato dalle truppe di Paolo Vitelli due anni più tardi.
Dopo essere stato nuovamente occupato dalle truppe pisane nell' aprile del 1502, nel successivo maggio fu posto ancora una volta sotto assedio dalle truppe fiorentine, le quali ebbero ragione degli assediati soltanto nel giugno del 1503 dopo essere riusciti a corrompere, con la promessa di una paga migliore, le truppe mercenarie svizzere che vi risiedevano. Da questo momento Vico Pisano fu definitivamente posto sotto il dominio fiorentino. continua...