Zaino-trekking

Lo zaino da trekking è una attrezzatura progettata per chi pratica l’escursionismo, la sua funzione è quella di contenere lo stretto indispensabile da portare con sè in montagna.

Caratteristiche
Il primo grande vantaggio dello zaino da trekking rispetto ad uno zainetto tradizionale, è che si adatta perfettamente alla schiena dell’escursionista che deve portarlo. Le spalline, imbottite e regolabili e lo schienale rigido, permettono di distribuire il peso di questo zaino, solitamente molto pesante, correttamente su spalle e schiena. Lo zaino da trekking deve essere facile e confortevole da portare e da sopportare, poiché in esso è stipato tutto il bagaglio per la sopravvivenza dell’escursionista durante la trasferta. Un buono zaino da trekking ha accessori utilissimi, come:

Le cinghie di compressione laterali: sono cinghie che si stringono quando lo zaino non è a pieno carico. Questa operazione consente di distribuire il peso del contenuto su tutto lo zaino evitando che si posi solo sul fondo dello stesso, affaticando la schiena dell’escursionista.
Le cinghie porta-materiale: si fissano sull’estremità superiore dello zaino e servono per fissare oggetti come il tappetino di gomma arrotolato (come spesso se ne vedono), il sacco a pelo o addirittura una piccola tenda da campeggio.
L’asola porta-piccozza: utile, ma necessaria solo per chi pratica il trekking d’alta quota e necessita di piccozza, ramponi, ganci e via dicendo.
Ciò detto, le caratteristiche di uno zaino da trekking sono:

La resistenza del tessuto con cui è fabbricato. Resistente, antistrappo, impermeabile, spesso antimacchia, può essere facilmente lavato in lavatrice.

La cintura che si lega in vita: imbottita e di lunghezza regolabile, la cintura è un elemento prezioso perché permette di ancorare saldamente lo zaino alla schiena e distribuisce il suo peso anche sulle anche, evitando pericolose scivolate o inarcamenti della schiena su percorsi accidentati o ripide salite.

Il richiamo di carico: si tratta di due fibbie regolabili poste sulla parte superiore delle bretelle. Servono, come dice la parola stessa, a richiamare il carico, regolandone la pressione sulle spalle, a seconda della variazione di pendenza del terreno. Infatti la pressione di uno zaino molto pesante sulle spalle, varia se l’escursionista cammina in salita o in discesa o su un terreno piano.

Il poggia mano: alcuni modelli di zaino da trekking, che consigliamo soprattutto a chi cammina molto, hanno due asole fissate sulle bretelle all’altezza delle spalle. Si chiamano poggia mano e servono appunto tenere le mani in una posizione di riposo.

La cinghia per il petto: questo è un accessorio facoltativo, ma utile soprattutto per le donne. Impedisce di fatto alle bretelle di scivolare dalle spalle, creando disagio all’escursionista che deve continuamente sistemarsele meglio e in alcuni passi accidentati, la manovra può compromettere anche l’equilibrio.

Il volume: per volume qui si intende la capacità di carico di uno zaino da trekking. Di solito varia tra i 50 e i 70 litri. Tasche e cappuccio superiore vengono o meno calcolati nel computo della capacità, a seconda del produttore. Tenete sempre come indicativa, quindi, la capacità segnata sull’etichetta.

Il divisorio interno: divide lo zaino in due scomparti, uno superiore e uno inferiore. Utile perché anche gli oggetti sul fondo dello zaino sono subito accessibili senza dover svuotare tutto.

Il consiglio: se si è escursionisti dilettanti, si esce una volta ogni tanto a fare passeggiate e si vuole portare dietro lo zaino, si acquisti un modello con schienale regolabile. Consente di regolare di volta in volta lo zaino sulla schiena che deve portarlo, così si possono fare i turni senza che nessuno soffra di mancato confort. Gli escursionisti professionisti e quelli di un certo livello tecnico, hanno ognuno il suo zaino.
Il peso: uno zaino da trekking riempito a dovere per far fronte ad una traversata di più giorni, pesa svariati chili, a volte un paio di decine o forse più. È bene quindi che il peso dello zaino a vuoto, la cosiddetta tara, sia minimo. Normalmente, dei buoni zaini da trekking pesano meno di due chili. Non c’è solitamente una proporzione diretta fra il peso e il volume dello zaino. Come a dire: se aumenta il volume, cioè la capienza, non è detto che aumenti anche il suo peso a vuoto. Il peso è determinato in buona parte dal materiale usato per la fabbricazione e da cuciture e imbottiture.
L’armatura: riferendoci al materiale di fabbricazione, l’armatura dello zaino da trekking, quella rigida per intenderci, è in plastica o alluminio, interna allo zaino oppure esterna e visibile.

Le tasche: sono gli accessori più utili, ognuna con una funzione ben specifica per ottimizzare gli spazi e non lasciare niente al caso. Iniziamo con quella in alto, chiamata cappuccio. Il cappuccio, facilmente accessibile anche da chi sta dietro l’escursionista, è una tasca di modeste dimensioni, utile però a contenere oggetti che devono trovarsi a portata di mano come fazzoletti, macchina fotografica e quanto altro. Per i documenti, invece, c’è una tasca apposita, chiamata appunto tasca porta-documenti. Si trova nel cappuccio ma è accessibile solo dall’interno dello zaino, in modo da tenere al sicuro portafogli e documenti. Bussola e cartine possono eventualmente trovare posto nel cappuccio. Ma le protagoniste dello zaino da trekking sono sicuramente le tasche laterali. Sono utilissime per contenere i generi di prima necessità, accessibili anche senza levarsi lo zaino: una bottiglia d’acqua, uno snack e via dicendo. Tuttavia è bene sapere che in alcuni percorsi accidentati, fra i boschi, nello sci escursionistico, le tasche possono essere di impaccio. Meglio quindi, se si prevede di fare anche queste trasferte, comprare uno zaino “liscio” cioè senza tasche ma che le preveda come accessorio supplementare, da fissare all’occorrenza per mezzo di una cinghia apposita.

Come si può capire leggendo queste righe, l’acquisto di uno zaino da trekking non è cosa facile. Ci sono molte variabili e molte caratteristiche di cui tenere conto. E non abbiamo ancora finito! In questo paragrafo parleremo ancora di alcuni aspetti come la stabilità e la solidità di uno zaino, poiché lo ricordiamo, deve garantire il massimo comfort a chi lo indossa.

La solidità: con questo termine si intende la capacità dello zaino di resistere a un forte carico per diversi giorni. Quindi devono essere solide le cuciture, le bretelle e le cinghie che non devono rompersi o lacerarsi, il fondo dello zaino, che porta il maggior peso.

L’impermeabilità: uno zaino che si rispetti, deve essere impermeabile, soprattutto in montagna, quando temporali violenti e improvvisi sono all’ordine del giorno o sulla neve, quando il nevischio può bagnare i tessuti. I materiali con cui sono costruiti gli zaini da trekking sono solitamente impermeabili, ma presentano alcuni punti deboli come le cuciture (quanto emerso da un’indagine di AltroConsumo n.73 – giugno 1995). Noi consigliamo comunque di proteggere lo zaino con un buon impermeabilizzante esterno da vaporizzare sopra il tessuto asciutto e pulito.

Attenzione allo scolorimento: è possibile, che con il sudore, lo schienale e le bretelle dello zaino tendano a scolorirsi. Chiedete questa eventualità a chi già possiede uno zaino simile o al rivenditore e in caso, tenete conto di questa eventualità ed evitare di indossare magliette bianche o chiare che possono irrimediabilmente danneggiarsi. La schiena deve comunque essere ben areata.

Le dimensioni: abbiamo già detto che esistono due dimensioni standard per lo zaino da trekking, ma ci sono anche modelli intermedi, ad esempio da 35 kg. Il consiglio è quello di comprare uno zaino adatto esattamente alla quantità di carico che deve contenere: si ottimizzano costi e fatica.

cosa mettere nello zaino:
  • Giacca a vento con termofodera a seconda della stagione
  • mantella impermeabile
  • maglione
  • calze di ricambio
  • cappello
  • occhiali da sole
  • binocolo
  • bussola
  • block notes con matita
  • sacchetto di nailon per i rifiuti
  • prontosoccorso di base ( disinfettante, cerotti, garza, pomata per distorsioni, cotone emostatico, pomata per punture di insetti, succhiaveleno)
  • coltellino multiuso

in parte tratto da: guidaacquisti.net