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Il trekking è diventato ormai la versione estrema, ecologica ed atletica della semplice camminata. I percorsi possono presentare diversi gradi di difficoltà a seconda del dislivello e delle caratteristiche della zona nella quale si sviluppano. La tecnica di passo coinvolge tutto il corpo, tonifica e rafforza non solo i muscoli ma tutto il sistema scheletrico. Si tratta di un esercizio fisico estremamente valido e alla portata di tutti, senza limiti di sesso o di età. Il trekking è particolarmente utile ed educativo per i bambini, che possono apprezzare il contatto con la natura e soddisfare le loro esigenze fisiche di movimento, e per i meno giovani, per i quali il trekking è utile sia in forma preventiva, per rallentare ed arginare gli acciacchi tipici di una vita sedentaria, sia per mantenere un buon livello di forma fisica, tenendo in attività muscoli, cuore e polmoni.
Il trekking infatti è una disciplina sportiva prevalentemente aerobica: uno sport di resistenza a bassa intensità e prolungato nel tempo. Per evitare stanchezza e dolori muscolari è bene scegliere itinerari di lunghezza e difficoltà commisurati alla propria preparazione fisica e camminare con naturalezza evitando di affaticarsi troppo. 
L´impegno muscolare è del resto notevole per gli arti inferiori soprattutto per i muscoli glutei, per quelli della coscia e per il polpaccio, le braccia lavorano invece per migliorare l´equilibrio.

attenzione al meteo
Fare una gita in montagna non è come visitare una città d'arte. Le condizioni meteo sono fondamentali, perchè in caso di pioggia i sentieri possono diventare insidiosi e anche i passaggi apparentemente più sicuri possono diventare insidie. Controllate le previsioni prima di partire, meglio se la mattina stessa per avere dati più attendibili. Se c'è rischio maltempo, meglio rimandare l'escursione programmata.

andate per gradi
Se affrontate per la prima volta un'escursione in montagna, ponetevi un obiettivo facile: un rifugio a bassa quota, sentieri senza particolari pendenze, tempi di percorrenza limitati a due ore. Per trovare il percorso più adatto a voi affidatevi al Club Alpino Italiano o alle Aziende di Promozione al Turismo locali.

fate un break
Quando cominciate a sentire la stanchezza, fermatevi. L'ideale sarebbe fare una pausa di 5-10 minuti per ogni ora di camminata e anche per abituare il vostro organismo alla nuova altitudine. Se pochi minuti non bastano a riportare la frequenza del vostro battito cardiaco alla normalità, prendete tutto il tempo che serve e magari mangiate qualcosa.

Alimentazione
Durante un allenamento o una escursione è necessario prevedere una adeguata assunzione di acqua ed una alimentazione equilibrata, con il seguente rapporto tra i vari principi alimentari: glucidi 55 per cento, proteine 15-20 e lipidi 25-30. Dovrà inoltre essere garantito un adeguato apporto di fibre, vitamine e oligoelementi, preferendo quindi cereali, alimenti integrali, frutta e verdure crude. Qualche giorno prima dell´escursione, sarebbe utile aumentare la quantità di carboidrati, mentre durante la gita è sufficiente fare attenzione che gli alimenti siano facilmente digeribili e appetibili.

percorso
Studiate bene il percorso prima di partire e procuratevi una cartina con i sentieri della zona: le linee rosse continue indicano un sentiero agevole, quelle tratteggiate segnalano un percorso abbastanza difficile, quelle punteggiate corrispondono a tratti esposti, che i principianti devono assolutamente evitare. Non abbandonate mai il sentiero segnato.

salita e discesa
Se il sentiero diventa impegnativo e ci sono piccoli balzi da superare, non abbiate paura di "sporcarvi" le mani: utilizzate mani e braccia per aiutarvi a superare questi ostacoli. In discesa attenzione agli scivoloni, soprattutto nei tratti in ghiaia: procedete lentamente e cercate sempre di appoggiare il piede in posizione trasversale rispetto alla pendenza del terreno, per avere più presa al suolo.

meglio non andare da soli
Non andate mai in montagna da soli: se siete alle prime armi, affidatevi a un amico esperto oppure partecipate a un'escursione di gruppo organizzata da un locale club alpino. Ma anche se avete una certa esperienza, cercate di andare almeno in due: in caso di incidente, anche di lieve entità, è sempre meglio avere qualcuno.

Il cane
Se sei appassionato di escursionismo e allo stesso tempo padrone di un cane, potresti desiderare di farti accompagnare da lui in queste piccole imprese. La cosa è certamente fattibile, ma tu e il tuo cane avete bisogno di un minimo di preparazione per affrontare con successo un'escursione. La prima variabile importante è l'età del tuo cane: se è anzianotto potrebbe stancarsi troppo, e lo stesso vale se è molto giovane, per cui meglio non rischiare. Se invece il tuo cane è fisicamente pronto a una lunga camminata, assicurati di prendere tutte le informazioni possibili sulle caratteristiche del percorso che andrete ad affrontare più o meno frequentato, più o meno accidentato e allena il tuo cane con qualche passeggiata di prova cercando vicino a casa un percorso più breve e dalle caratteristiche simili, e poi valuta le sue reazioni.
Quando arriva l'ora di partire, ricorda di portare con te acqua (non fare affidamento sulla presenza di torrenti o fonti d'acqua), cibo e snack corroboranti per il tuo amico a quattro zampe, che ne avrà certo bisogno. Cerca quindi di regolare il passo perché sia giusto, né troppo lento né troppo veloce, sia per te sia per il tuo cane, e infine occhio all'altitudine: se arrivate in alto, la minor quantità di ossigeno disponibile potrebbe farsi sentire anche per il tuo compagno di avventura con nausea e affaticamento, perciò ricorda di arrampicare senza fretta. Con questi piccoli accorgimenti anche il tuo cane potrà apprezzare la bellezza di un'escursione in compagnia.

RACCOMANDAZIONI
Non dimentichiamo mai che in questa meravigliosa natura noi siamo solo ospiti e che dopo il nostro passaggio dovremo restituire il bosco in una condizione migliore rispetto a come ci è stato consegnato. Come? semplice: raccogliamo qualche cartaccia se ne troviamo, se qualche rovo intralcia il cammino accorciamolo quel tanto che basta a liberare il sentiero, cerchiamo di resistere alla tentazione di raccogliere fiori o piante, possiamo sempre ammirarle e fotografarle portandone con noi il profumo ed il ricordo di un capolavoro… che appartiene a tutti noi.

tratto da:
repubblica.it, skiforum.it, donnolatizia.myblog.it