MONTE PISANO

di Giuseppe CACIAGLI


Monte Pisano e non Monti Pisani, in quanto si tratta di un acrocoro ben configurato e compatto di cui fanno parte diverse cime. Il singolare, invece del plurale in quanto è adottato autorevolmente da studiosi - dal Reperti1 al Boncinelli2 al Nuti3 - e da enti affermati, come il Touring Club Italiano che, al singolare, lo riporta nella sua cartografia4 e il Gruppo Speleologico di Pisa5.
Del resto io già lo usai, al singolare, nella mia monografia della provincia di Pisa, edita nel 1969-71. E auspicabile che anche l'Istituto Geografico Militare si adegui a questa logica in quanto il Monte Pisano ha una sua ben precisa conformazione morfologica, come si può vedere meglio nella foto aerea da satellite6, sia nell'ambito della Toscana occidentale sia, più in particolare, nel sistema montuoso subappenninico o delle Alpi Apuane. Il Monte Pisano è un acrocoro7 che, come propaggine meridionale delle Alpi Apuane, si estende per 15200 ha. a nord dell'Arno, superficie ripartita in parti pressoché uguali tra la provincia di Lucca a nord, e la provincia di Pisa a sud.
Amministrativamente la superficie è altresì ripartita tra 6 Comuni:

Provincia di Lucca:
- Lucca (3020 ha.);
- Capannori (4450 ha.);
 
Provincia di Pisa:
Buti (2120 ha.;
- Vicopisano (1400 ha.);
- Calci (2220 ha.);
- San Giuliano Tenne (1990 ha.);
interessando marginalmente anche
- Bientina;
- Calcinaia;
 

Ripartizioni dalle quali si conferma una superficie complessiva dell’ area pisana di 7.730 ha. e dell' area lucchese in 7.470 ha. Il territorio disegna una figura irregolare che si allunga da nord-ovest a sud-est per lunghezza massima (da Ripafratta a Cascine di Buti di circa 21 km) e una larghezza minima di Km. 7,5 da San Giuliano a Pontetetto. Per la sua dislocazione geografica - latitudine nord 43° 41' e 43° 50' longitudine est 28° 4' 28" e 28° 15' 4" - gode del privilegio di trovarsi in una zona climatica particolarmente felice, anche se i due versanti si differenziano abbastanza nettamente.
Dice il prof. Nuti, nella sua relazione' : "La sua posizione topografica isola nella regione interna dell'Alto Tirreno, è rimasta come un segno a natura, morfologico e figurativo, più vicino alla genesi ambientale. Nelle pianure limitrofe invece, le colture agrarie, le sedi urbane e le reti stradali hanno proiettato nello spazio le esigenze dinamiche e produttive a società. Per cui Il Monte Pisano appare struttura biofìsica che determina una distanza di posizione e di isolamento essenziale contro il carico demografìco di tutta l'unità geografica che ha in pianura un reticolo polare di grande patenzialità per i rapporti tra i centri urbani, le sedi temporanee e le arterie di flusso, ed è soggetta per questo a continue invadenze d'uso e di consumo dello spazio. D'altra parte mentre i processi inquinanti hanno concentrato negli invasi dei bacini imbriferi di fondo valle i movimenti stocastici di rifiuto, il Monte Pisano è venuto ad assumere la figura ecologica di uno scambiatore di correnti ed al tempo stesso quella di un volano di riserva, che a diverse quote può rigenerare con la copertura vegetale e preservare l’ ambiente fisico e climatico di tutto l’intorno territoriale Fino a concludere ''Il Monte Pisano rappresenta, per i valori naturali, un punto focale nell' intorno territoriale, che si estende nell' unità geografica dell' Alto Tirreno fino alle foreste liloranee ed alle pianure lungo l'Arno ed il Serchio ".
Proprio di qui la sua validità ambientale, economica e sociale, di epicentro privilegiato tra città importanti come Pisa, Lucca, Livorno, Viareggio, Montecatini, Pontedera, Cascina, Capannori e tra due pianure popolose e ricche di monumenti e di attività produttive, come la Pianura Pisana e la Pianura Lucchese, l' alveo del Lago di Bientina e la Valdinievole. Una posizione di privilegio, come una stupenda terrazza naturale, ancora da scoprire e da godere, protesa nel cuore di una delle più belle regioni d' Italia. Delimitato dal corso dell'Arno a sud, dal corso del Serchio a ovest, dall' alveo dell'antico Lago di Sesto a oriente e dalla pianura lucchese a nord, il Monte Pisano gode di una dislocazione ben precisa e particolarmente felice dal punto di vista geografico e da quello panoramico e paesaggistico. Infatti, mentre a nord consente di spaziare sul preappennino della Garfagnana e della Val di Nievole; a ovest la prossimità della costa tra Viareggio e Livorno consente di spingere lo sguardo per tutto l'orizzonte marino dalla penisola di Lerici fino alle isole dell'Arcipelago Toscano, dalla Gorgona alla Capraia. E mentre a mezzogiorno oltre la Pianura Pisana, consente di scorgere, in successione, le Colline Livornesi, le Colline Pisane e le Colline Metallifere; ad oriente, al di là dell'antico alveo del Lago di Bientina, per il solco dell'Arno, lo sguardo può spingersi nel? antico istmo del Monte Albano fino al Monte Morello che sovrasta Firenze. È nell' acrocoro che si possono riconoscere rilievi e cime particolari, come Monte Serra (m. 917 s.l.m.), il Monte Cascetto (m. 900), lo Spuntone di Sant'Allago (m. 870), il Monte Faeta (m. 829), il Verrucchino (m. 766).

E ancora, sul versante settentrionale: fino al Monte Maggiore (451), Monte Romagna (513), Monte Orma, Monte Moriglion di Penna (542), Monte Del Carrara (604), Monte delle Croci (456), Monte Zana (159), M. Vallare (542), M. Trabardatica (412), Monte Cupola (440), Monte delie Venti (112), Monte Formicosa (633), Monte Castello (236), Monte Piano (874). Sul versante meridionale: Le Polle (371), Monte Cucco (144), La Costa, Cima Stipareccia (464), La Lombardona (630), Monte Gentivola (801), Prato a Ceragiola (635), Monte Cimane (705), M. Aspro (476), Monte Roncali (377), Monte Castellare (161), Sasso della Dolorosa (681), Sasso della Bella Rosa e Monte Verruca (537), Monte Bianco, Monti Bianchi.

Per cui le uniche aree pianeggianti, a guisa di altopiano, sono quelle di Sant'Allago (o Santallago) m. 780 s.l.m. e di Pianbello a 680 m. Il sistema montuoso rappresenta nel suo insieme una delle aree geologiche più importanti della Toscana e dell' intero Appennino centro-settentrionale. Il Monte Pisano è, dunque, un acrocoro che, come propaggine meridionale delle Alpi Apuane, ha una estensione di 15.200 ha. a nord dell'Arno. Nessuno dei sei Comuni che se ne ripartiscono la superficie, estende la sua giurisdizione per intero sul Monte Pisano, perché sono interessati all' area montana, in proporzione diversa: così, a fronte di Comuni come Buti che estende la sua giurisdizione sul monte per il 92%, Calci per l' 88% e Vicopisano per il 52%, gli altri tre Comuni hanno sul Monte questa prevalenza territoriale: Capannori per il 28%, San Giuliano T. per il 22%, Lucca per il 16%. A siffatta situazione corrisponde una diversa distribuzione demografica, specie in seguito al progressivo fenomeno di spopolamento, quale è venuto a determinarsi negli ultimi cinquant' anni, allorché, anche in ragione del diverso orientamento economico dell' occupazione e all' abbandono delle aree montane ha corrisposto - sia pure in forma discontinua - un progressivo aumento dell'occupazione industriale nel piano. Un fenomeno che ha assunto proporzioni tali da determinare uno squilibrio in senso negativo non solo tra i nuclei abitati (con punte del 30%), ma, in particolare, tra le case sparse (fino al 70% e più), col "vuoto demografico" determinando oltre che l’ abbandono di estese aree montane, quello di alcune migliaia di case, molte delle quali destinate alla rovina. Un fenomeno a cui, negli ultimi tempi, negli anni Settanta e Ottanta, ha corrisposto quello, inverso, delle "seconde case" e quello degli "hobbisti", di coloro, cioè, che nella casa di campagna e nell'attività agricola, magari anche per motivi di salute, hanno inteso scoprire una attività complementare a quella esercitata nel piano, negli uffici o nel’ industria. Per la sua dislocazione geografica, gode del privilegio di trovarsi in una zona climatica particolarmente felice, anche se i due versanti si differenziano abbastanza nettamente: esposto a tramontana quello lucchese, esposto a scirocco quello pisano, questo aperto ai venti marini più di quello lucchese. Per il versante pisano: le temperature medie stagionali sono valutate in +7° in Inverno, +13° in Primavera, +23° in Estate, +16° in Autunno. Mesi particolarmente freddi gennaio, febbraio e marzo. Precipitazioni (pioggia, neve, grandine, rugiada e brina) cm. 85 (mese piovoso: Ottobre cm. 127). Venti: moderati. Nebbie rare se non rarissime, per cui ne risulta privilegiato l'aeroporto di Pisa. Per il versante lucchese: le temperature medie stagionali sono valutate in +7° in Inverno, +15° in Primavera, +22° in Estate, +12° in Autunno. Mesi particolarmente freddi Gennaio (8,1°), Febbraio (6,3°) e Marzo (7,6°). Precipitazioni; 273 mm. Primavera, 248 mm. Estate, 198 mm. Autunno, 315 mm. Inverno (mesi più piovosi in mm. Dicembre 242,8, Settembre 158,1, Maggio 139,8, Giugno 136,6, Gennaio 114,6 negli anni 1995 e 1996). Venti moderati'.

NOTE
1.- Ben noto autore del "Dizionario geografico fisico storico della Toscano"-1833-1846 - opera basilare per la conoscenza del nostro territorio.
2.- Eugenio Boncinelli, autore di "Storia di Vico Auserissola (Vicopisano) e suo distretto"- Venezia 1886
3.- Prof. Giancarlo Nuti, presidente della Sezione pisana di "Italia nostro" e coordinatore della "tavola rotonda" promossa dal Lions Club di Pisa il I/maggio 1975, curatore dei verbali, pubblicati in Pisa nel 1976.
4.- "Atlante automobilistico" V. 2°.
5.-V. capitolo "Le grotte".
6.- Dal satellite ERTS_Earth Ressources Technology. Satellite lanciato dalla NASA il 24/7/1973.
7.- "Altopiano ampio ed elevato con limiti montagnosi e ineguali", questa lo definizione di S. Battaglia che nel suo "Grande dizionario della lingua Italiana" • UTET voi. I -, mentre lo Zingarelli, prescrivendo la dizione di acrocòro, invece di acrocoro, lo definisce "Altopiano ampio ed elevato con limiti montagnosi e ineguali".

Giuseppe CACIAGLI, Monte Pisano, Arnera Edizioni, Pontedera 1997 pagg. 13-16.

 

Monte Pisano 

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