buti stemma
BUTI Il capoluogo di Comune, a 85 metri sul livello del mare, è antico borgo confinario; ma non sono mancati coloro che ne hanno ipotizzato una origine romana, da Buiti castrum, e dai suoi primi feudatari, i Da Buti o Buiti.
Questi, "inurbati", si distinsero in Pisa fino dal X secolo e specialmente nella guerra delle Baleari (1114), mentre il titolo nobiliare (di conte) finì per essere ereditato da Francesco di Bartolo (1324-1406) grammatico, autore di uno dei primi commenti della "Divina commedia".
Certo è che, fin dall’ antichità, Buti fu al centro di un sistema fortificato, caratterizzato da otto castelli - Castello di Panicale, Castell'Arso (incendiato da Castruccio Castracani), Castello di Farneta, Castello di Sant 'Agata o Castello di Monte d'Oro, Castello di San Lorenzo in Cintola, Costel San Giorgio, Costel di Nocco, Costel Tonini (dal quale prese titolo un'altra casata, quella dei Tonini, noti in Pisa nel XVII secolo). Di tanti castelli, alcuni sono scomparsi, altri ridotti a ruderi, specie da quando, col dominio pisano, vi presero il sopravvento le chiese: undici del XIII secolo. Castel Tonini è il nome del castello che, fortemente rimaneggiato, sovrasta ancora oggi il borgo, di cui è epicentro. L'antico nucleo storico del paese - appunto detto "il castello" - è dislocato sulla destra del Rio Magno e, oltre ad essere delimitato da una porta di accesso è rappresentato ancora da ciò che rimane dell'antico borgo castellano, dalle strade e dagli edifici che ormai hanno perduto il loro aspetto antico. Tuttavia pur comprendendo una chiesa intitolata a San Rocco - dalla quale ha preso nome tutto il rione - il nucleo storico è arricchito da alcuni palazzotti residenziali, del XVI-XVII secolo, che si impongono per la loro imponenza e signorilità, anche se, in alcuni casi, sono trascurati e cadenti.
Di questi, il più importante è quello dei Tonini, un palazzo di cui già il Boncinelli ci segnala le magnifiche sale, dipinte dal Giarré, ciò, forse, in seguito a ristrutturazioni operate nel XVIII scolo, che ha portato alla denominazione impropria di "villa medicea".
Le altre chiese del paese, sono tutte al di là del Rio Magno. Importante quella di San Francesco (del XIII secolo) e la "pieve primaziale ", che fu anche collegiata. Benché di antica origine, l’ attuale situazione architettonica della pieve, a tré navate, è dovuta a successivi rifacimenti, l' ultimo dei quali risale al secolo scorso, su disegni dello Zecchi, con affreschi del Giarré.
Vi è venerata una statua della Madonna del Rosario, probabilmente del XV secolo, rinvenuta tra le impervie scogliere che sovrastano.S. Maria di Panicale.
Altro edificio di un certo interesse, in Buri, è il teatro, intitolato a Francesco di Bartolo (come si è visto, erede dell'antica famiglia dei Da Buti, erudito e primo commentatore della "Divina commedia").
Ancorché di modeste dimensioni, rispetta tutti gli elementi caratteristici dei teatri accademici della fine del Settecento e dell'inizio dell'Ottocento, con palchetti su due ordini, che si affacciano su una platea ovale, preceduta da un atrio scenografico, articolato in archi e corridoi e da un sipario celebre perché un pittore del secolo scorso - Annibale Marianini - vi aveva dipinto le gesta di Paola da Buti, un'eroina al pari di Marzia per Pisa.
Fino a qualche anno fa, circa quaranta palchi erano di proprietà dei discendenti delle più antiche famiglie del luogo, che, non a caso, mantenevano il totolo di accademici. Di recente è stato restaurato e valorizzato, anche con la riesumazione dei “maggi”, di cui Buti vantava autori fino dal settecento.  Rammentato, infine, l'importanza di Buti come luogo di produzione del migliore olio pisano e per una antica e un tempo fiorente attività produttiva di cesti e canestri, si prosegue la strada che sale verso il Monte Serra, per il borgo di Panicale, lungo la "via dei mulini ", così detta, perché annoverava tutta una serie di mulini ad acqua, le cui ruote a pale erano azionate dal Rio Magno.
Anche Panicale fu castello e borgo castellano, le cui vestigia sono da ricoscere proseguendo nella comoda e panoramica strada verso il Serra, la dove si rinviene la chiesa di Santa Maria della Neve, con alcune residue antiche case in pietra. È una bella chiesa di stile romanico, intitolata a Santa Mia in Valle Verde, o ad Nives, quanto meno del XIII secolo (il Boncinelli la data all' XI secolo).
Ad una navata e con una bell'abside semicircolare a ponente, presenta una strana iconografia sull'architrave della porta laterale e su quello della porta centrale: figurazioni simboliche (una squadra e un compasso) sulla porta laterale, un fregio a mosaico su quella centrale, che il solito Boncinelli non ha difficoltà ad interpretare come simboli massonici, ante litteram, giustificandoli come distintivi dei "liberi muratori giovanniti" o "di San Giovanni", secondo lui esistenti già prima del Mille ma che, al più, si potrebbero considerare del XII-XI1I secolo, forse quando i muratori già potevano essere organizzati in "arte".
La strada per il Monte Serra prosegue ancora, offrendo un panorama sempre più ampio sull'alveo dell'antico lago di Bientina e verso oriente, sul corso dell'Arno.
Di particolare, verso il quarto chilometro, ad una curva, i ''camini", detti anche "Grotte della Madonna " che, nei secoli, il vento ha scavato, in questo tratto, nella roccia viva, granitica e di colore scuro.
Tornati a Buti, alla fine del paese, senza scendere di nuovo a Cascine di Buti e nella S.S. 439, ma attraversando il Rio Magno sul ponte "a Colle", cioè sotto Castel Tonini, si percorre la stretta rotabile "del Termine " che tra Monte d'Oro (201 m.) e Monte Roncali (377 m.) collega direttamente Buti con Vicopisano.
 
Giuseppe CACIAGLI, Monte Pisano, Arnera Edizioni, Pontedera 1997 pagg. 75-80

Le Torri

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Le Chiese Palazzi e Ville

Chiesa di S.Francesco
Chiese di S.Maria delle Nevi
Chiesa di S.Rocco
Castel Tonini
Castello di S.Agata


Borghi è strutture storiche

Teatro Francesco di Bartolo
 

Butesi illustri

Francesco da Buti - Commentatore della Divina Commedia
Gabriele Parenti - Scrittore
Enrico Valdiserra - Scrittore
Paola da Buti - Eroina
Simone Giusti - Vescovo
Fabrizio Franceschini - Linguista e docente universitario
Icilio Felici - Sacerdote letterato ed agiografo
Sergio Gozzoli- Neurochirurgo e scrittore